L’Ego della Rete. Sacrificio di pedone

La mossa del cavallo (clicca e leggi per capire) è un romanzo poliziesco di Andrea Camilleri, ambientato nella Sicilia del XIX secolo pubblicato nel 1999.

Giovanni Bovara, ispettore capo ai mulini di Montelusa, “un siciliano che parla genovese”, è testimone dell’uccisione di un prete. Poche ore dopo aver reso la sua deposizione, viene arrestato e accusato proprio dell’omicidio denunciato. Questo drammatico rovesciamento dei ruoli costringe il protagonista a una mossa imprevista che spiazza l’avversario e infine gli salva la vita. 

Bovara infatti pensa e sogna in lingua ligure e questo lo isola e lo immunizza dall’ambiente circostante. Nello stesso tempo tuttavia ciò gli impedisce di capire la trama dei rapporti criminali che viene intessuta su di lui.

«Mo…ro mo…ro cu…scinu… Fu… fu… moro… cuscinu»
«Vuole un cuscino?» gli spiò Giovanni intordonuto 
«Ffffff…. aaaaaa… nnnnnn… cu… lo…» disse il parrino… e morì

Ma sarà proprio lui, Bovara, invece ad essere accusato della morte del prete da testimoni e dallo stesso cugino. Il processo a suo carico sembra portare inevitabilmente alla condanna quando Bovara farà la mossa del cavallo, cioè “scavalcherà” la sua stessa mentalità, incomincerà a parlare e a ragionare in siciliano recuperando il dialetto della sua infanzia, compenetrandosi così nel modo di agire di chi l’accusa, ribaltando la realtà a suo favore e salvandosi.

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I know that each cause has its effects, and each effect has its causes.
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