Attacco a Facebook

fbdipendenza

Guardate, se volete parlare male dei social, di Facebook, Whatsup, Twitter, comincio io. Tuttavia …

ChamatPochi giorni fa incappo in un video del sito di Claudio Messora in cui Chamath Palihapitiya, ex vicepresidente Facebook, attacca frontalmente il social più frequentato al mondo. In buona sostanza confessa pubblicamente che consapevolmente hanno inventato un meccanismo basato su 

stimoli di feedback a breve termine, basati sulla dopamina

che

stanno distruggendo il modo in cui la società funziona: nessuna coscienza civile, nessun senso di cooperazione, disinformazione, falsità…

Veloce ricerca su cosa sia la dopamina e trovo che sono legati alla sfera del piacere, della motivazione:

Stimoli che producono motivazione e ricompensa (fisiologici quali il sesso, cibo buono, acqua, o artificiali come sostanze stupefacenti, o elettrici ma anche l’ascolto della musica), stimolano parallelamente il rilascio di dopamina nel nucleus accumbens.

dopamina2
Gli stessi concetti e le stesse preoccupazioni espresse da Chamath Palihapitiya sono espresse anche da Sean Parker, fondatore di Napster e presidente di FB nei primissimi passi del social: “sfrutta le vulnerabilità psicologiche delle persone”; “cambia letteralmente la relazione di un individuo con la società e con gli altri.”; “Solo Dio sa cosa sta succedendo al cervello dei nostri piccoli”.

Sean_Parker_2011

Poi considero lo spazio che queste esternazioni hanno nei media tradizionali americani e anche italiani (vedi qui, qui, qui, qui, qui, qui, e qui) e comincio a insospettirmi. Infine scovo per caso questo articolo, in cui anche George SoroS il palindromo si scaglia violentemente contro FB e Google.

soros_wild_hair

Uhm … qui gatta ci cova.

Informazioni su sandroarcais

I know that each cause has its effects, and each effect has its causes.
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2 risposte a Attacco a Facebook

  1. cronologiadassenza ha detto:

    È anche un forte distrattore ossia fornisce stimoli visivi tali per cui l attenzione non si ferma su nulla quindi non si ritiene nulla e apprendimento e memoria vengono sollecitati sterilmente. Le notifiche in quadratino rosso sono il distrattore peggiore perché cadono alla periferia del campo visivo e sono salienti a livello motivazionale perché costituiscono il feedback gratificante di cui parla lei nell’articolo. Questo inficia tutti i meccanismi cognitivi principali facendo funzionare il cervello come una macchina accelerata al massimo con il freno a mano innescato.

    Mi piace

  2. Pingback: Nessuno tocchi il compagno Zuckerberg | Pensieri provinciali

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