Compagni dai campi… e dalle officine…..

Massimo Luca Climati è un amico. Quella che segue è una lettera aperta agli “identitaria tardivi”. Insieme a Luca e ad altri amici abbiamo dato vita a un cantiere: un centro studi che abbiamo scelto di chiamare “Patriottismo Costituzionale”. Tutti quanti insieme abbiamo deciso di partecipare alle imminenti elezioni nelle file della Lista del Popolo. Pur con tutti i limiti che questo progetto presentava e ci ha rivelato, abbiamo considerato che era l’unica proposta politica che mettesse esplicitamente al centro la Costituzione del ’48. E questo ci è bastato. Per ora.

Tutti noi proveniamo da storie “di sinistra”. Tutti noi però abbiamo aperto gli occhi sui limiti strutturali della cultura della sinistra occidentale, sfociata nel liberismo economico, nelle politiche antipopolari e nel disprezzo del popolo, nella svendita del paese e della sua economia, nella chiusura nel recinto dei diritti civili e della parcellizzazione identitaria, nell’internazionalismo astratto, nell’europeismo o nell’altreuropeismo, nel noborderismo e nell’autorazzismo, nell’assoluto disinteresse e idiosincrasia nei confronti dell’interesse nazionale.

Io personalmente penso che la cultura di questa sinistra (moderata, riciclata o estrema) sia un ostacolo alla messa a fuoco dei problemi del momento e alla costituzione di una forza popolare che possa minimamente sperare di avere la forza di sconfiggere e mettere la briglia a quelle “forze … estremamente potenti, abili nella manipolazione delle menti, votate al male e pronte a tutto”, sia italiane che straniere, che vincono facile grazie allo stallo e all’impotenza culturale di chi dovrebbe combatterli.

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(lettera agli “identitari tardivi”)

di MASSIMO LUCA CLIMATI

 

Carissimi identitari, rivoluzionari e “marxisti immaginari”

Voi che vi imbonite l’animo illudendovi di praticare una lotta di classe con modalità novecentesche.

Voi pochi, tanti , in buona fede.

Voi che temete, come i gatti l’acqua, il termine Nazione o Sovranità Nazionale, salvo dimenticare la sua connotazione in ogni Patria attaccata dal Satana finanz-capitalista, dal Vietnam di Ho Chi Minh al Venezuela di Chavez, al Chile di Allende o all’Africa dei Semkara e dei Ben Barka , Lumumba o Neto.

Voi vi ostinate a non vedere che oggi lo scontro con le multinazionali ed il capitale finanziario, una vera Idra a mille teste, è oggettivamente cento volte più arduo che quello che vide Gesù il Galileo confrontarsi con il Sinedrio e l’impero Romano e non può avvenire su coniugazioni da “secolo breve”, poiché non esistono più le condizioni di allora, dopo il 1989.

Voi vedete fascisti dappertutto, tranne i fantasmi sorgere ed incarnarsi da nuove repubbliche di Weimar redivive, tartassanti nuovi classi medie, nuovi trattati di Versaglia, regalare a quelli veri, in carne ed ossa, funzionali al nemico come spauracchio consunto, un Popolo che è il Nostro!

Non cogliere l’oppressione del politicamente corretto, della separazione di genere, di tutte le corbellerie dei diritti civili che sovrastano quelli Veri e Sociali, vuole dire rinunciare alla propria Storia; soprattutto rinunciare a Vincere e a proporre un’alternativa.

Un Nuovo Sogno da mangiare ed un nuovo Sole dell’Avvenire.

L’eutanasia del morire sereni abbracciati con il proprio orsacchiotto-feticcio tranquillizzante, coerenza a buon mercato, piuttosto che affrontare il nemico oltre le Colonne d’Ercole di uno scenario politico superato ed inefficace, è così “inevitabile”.

Essere oggi….. o non essere….. affrontare con le opportune armi politiche lo scontro con l’oppressore reale, le multinazionali, la UE, L’OCCIDENTE -BABILONIA, LE PLUTOCRAZIE, LE BANKE, oppure scegliere il rassicurante oblio? Ri-nascere, fallire, per fallire ancora, senza paura, di sconfitta in sconfitta, comprendendo che da ogni tappa, con fatica, potrà in salita ri-nascere un futuro per chi è pre-destinato a venire generazionalmente dopo di noi?

Penso che il Dopo, sia ancora, cari sorelle e fratelli identitari in buona fede, più importante del nostro misero e triste oggi.

Voglio ancora sorridere al futuro. Umanamente.

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I know that each cause has its effects, and each effect has its causes.
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